frutti cuore: mango , pistacchio anacardo

I frutti del cuore: mango, pistacchio, anacardo

Quante volte vi siete chiesti quali proprietà sono contenute nel cibo che mangiamo e quali i loro benefici dal punto di vista energetico? 

In questo articolo scopriremo le straordinarie proprietà di tre frutti diversi che hanno molto in comune…

Mango, pistacchio e anacardo fanno parte della famiglia della Anacardiacee. Questo nome latino già ci rivela un segreto: ana significa “verso l'alto” e cardium “cuore”. In sanscrito, anāhata è il chakra del cuore, sarà un caso?


Dal punto di vista energetico, questi frutti sono legati al cuore e questo spiega, per esempio, perché in India il mango viene spesso offerto alle Divinità e le foglie del suo albero, usate come
decorazione nei templi.
Poiché simboleggiano amore e devozione, offrire il mango equivale ad offrire il proprio cuore a Dio.

Il mango

L’albero del mango è originario dell’India, dove sono state classificate oltre 400 specie. Il suo
nome originale, maangai, deriva dalla lingua Tamil. Nella tradizione indiana esistono molte storie che vede come protagonista il mango; una delle più popolari raccontata ai bambini è quella del Mango d’Oro, conteso tra Ganesh e il fratello Skanda.  Il mango è ricchissimo di sostanze nutritive. Contiene le vitamine B, C, D, E, K e J.  È ricco di aminoacidi, zinco, potassio, magnesio, ferro, rame, calcio, fosforo e sodio. È composto per oltre l’80% di acqua e da un elevato contenuto di zuccheri e fibre.

Le sue proprietà:


- Ha proprietà sia diuretiche che lassative.
- Un infuso preparato con la buccia, aiuta la guarigione da tosse e raffreddore.
- Nei momenti di forte affaticamento o dopo una malattia, favorisce il recupero delle energie.
- Le foglie hanno qualità antinfiammatorie: applicate tiepide sulla zona dolorante, offrono un rapido sollievo e favoriscono la guarigione.


Il pistacchio

L’albero del pistacchio è originario del Medio Oriente ed è stato introdotto in Europa dagli Arabi.

Questa pianta, in Sicilia, viene chiamata “spaccasassi” perché si tratta di un albero molto resistente, alto fino a 12 metri, che non teme né la siccità, né il vento ed è in grado di
crescere nei terreni più improbabili, scavando con le radici e ancorandosi tra le pietre.

Questa stessa forza ed energia la ritroviamo nei suoi piccoli frutti verdi che crescono racchiusi in un guscio legnoso sottile ma resistente, da sempre considerati un aiuto prezioso per evitare il deposito dei grassi nelle arterie. Sono ricchi di vitamina A, E e tutte quelle del gruppo B, in particolare la B9, detto anche acido folico. Contieni sali minerali come calcio, ferro, zinco, rame fosforo e potassio.

Riguardo a quest’ultimo, la quantità contenuta è addirittura superiore a quella delle banane.


Le sue proprietà:

- Proprietà anti ipertensive dovute all’elevato contenuto di grassi insaturi, che aiutano a prevenire i problemi cardio vascolari.
- La presenza di gamma tocoferolo, una forma di vitamina E, tiene lontane le malattie del cuore.
- L’elevato contenuto di potassio sostiene il tono muscolare ed aiuta a superare gli stati di stanchezza.


L’anacardo

La storia dell’albero di anacardo è molto curiosa. Pianta di origine Brasiliana, fu scoperta dai Portoghesi durante la colonizzazione del paese sud americano e introdotta in India e in Africa Orientale nel XVI secolo.

È coltivato in oltre 30 paesi ma l’India ne è la maggior produttrice.

Questa pianta fornisce due tipi di frutti: uno fresco, detto “mela di anacardio” e uno secco, la “noce di anacardo”. Il primo è consumato esclusivamente nei paesi di produzione; il frutto secco invece, è molto conosciuto anche in Europa. I frutti contengono tutte le vitamine del gruppo B e la vitamina E oltre ad una ricca quantità di ferro, potassio, magnesio, rame, fosforo, selenio, zinco e calcio.
Sono ricchissimi di omega 3 e possiedono un elevato contenuto proteico che li rendono particolarmente utile nelle diete vegetariane e vegane.


Le sue proprietà: 


- Gli omega 3 contenuti agiscono sul sistema cardiovascolare e sul colesterolo alto
- L’apporto di magnesio aiuta in caso di ipertensione e favorisce l’assorbimento del calcio, anch’esso contenuto.

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