“La vera conoscenza è
l’esperienza consapevole.”

Arti marziali

In questa pagina potrai trovare articoli e curiosità riguardanti l'arte marziale nelle sue differenti forme e diramazioni. 



L’ORIGINE DELL’ARTE MARZIALE


L’uomo è sempre stato segnato dalla lotta, intesa come lotta per vivere, per il cibo, per difendere la propria famiglia o il proprio gruppo. In questo mondo ostile e difficile, l’uomo ha dovuto ben presto imparare a difendersi e man mano che la sua consapevolezza e intelligenza crescevano così diveniva più sofisticato anche il suo modo di combattere. 


Con arte marziale si intende un insieme di pratiche di combattimento che coinvolgono non solo l’aspetto fisico della persona ma anche quello emotivo e psicologico.

Inizialmente l’arte marziale era intesa come studio e allenamento per migliorare le proprie possibilità di sopravvivenza in battaglia per poi divenire ai tempi nostri una forma di percorso individuale di rafforzamento, di disciplina e di difesa personale.

L’arte marziale ha la sua origine negli antichi ma decisamente evoluti popoli indiani che per primi hanno esplorato gli affascinanti meandri e confini di quest’arte, dandole una connotazione di eleganza e di efficacia senza precedenti. Testimonianze di metodi estremamente potenti di lotta si possono, infatti, trovare nel Mahābhārata,
antico poema epico indiano in cui si narrano avvenimenti e vicende accaduti nell’anno 5000 a.c. nell’allora vastissimo territorio dei Maharaja i
ndiani.

La storia narra delle avventure epiche dei cinque fratelli Pāṇḍava, figure mitiche che incarnano ogni virtù umana e che sotto la guida del grande re santo Kṛṣṇa, affrontano i temibili e malvagi cugini Kaurava, i quali rappresentano metaforicamente ogni vizio e tendenza negativa dell’essere umano.

In questo testo si può scorgere un’arte marziale strutturata in diversi stili di combattimento, ognuno praticato al meglio da uno dei fratelli Pāṇḍava, quali la lancia (Yudhiṣṭhira) la mazza e il corpo a corpo (Bhīma), l’arco (Arjuna), la spada e la sciabola (fratelli Nakula e Sahadeva).

Oltre agli stili di combattimento nel Mahābhārata si può trovare una prima codificazione dell’arte marziale in termini più filosofici e etici, incentrata cioè sul rispetto sacrale per il maestro e per il divino, l’osservanza dei codici morali in combattimento, il perseguire dell’onore e del sacrificio che un guerriero deve accettare durante la battaglia.

L’arte marziale ha dunque un primo sviluppo in India per poi diffondersi negli altri paesi asiatici grazie anche all’azione divulgativa di Bodhidharma, antico monaco buddhista indiano, il quale portò le sue conoscenze marziali in Cina determinando la nascita, secondo alcune tarde leggende, dello stile di combattimento di Shàolínquán.

Lo stile marziale orientale, basato su una spiritualità profonda e sul controllo dell’energia, assume una forma più concreta negli stili di arte marziale
occidentale.

Dall’Oriente, infatti, la filosofia e le tecniche marziali hanno la loro diffusione usando come testa di ponte la Grecia, grande estimatrice della cultura orientale oltre che partner commerciale di diversi paesi asiatici.

L’arte marziale occidentale prende varie forme che spaziano dal combattimento corpo a corpo (di cui abbiamo testimonianza grazie alle immagini rappresentanti
incontri di pugilato presenti già nell’antica Grecia) all’uso di armi bianche che ha portato in particolare al perfezionarsi della scherma, presente sia in Grecia che nell’Impero Romano.


L’avvento delle armi da fuoco ha portato a un abbandono delle arti da combattimento tradizionali, delle quali ci rimangono poche e frammentate testimoniante anche
se in alcuni casi non sono state perse del tutto (scherma di bastone siciliano, scherma classica, lotta greco-romana, pugilato ecc).

Il motivo di questo rapido declino è probabilmente legato al fatto che le arti marziali occidentali si sono sviluppate con intenti e finalità completamente differenti rispetto a quelle asiatiche.

In Occidente, infatti, l’obbiettivo primario è sempre stata la sopraffazione e la sconfitta dell’avversario, portando quindi a una ricerca di armi sempre nuove e migliori per assicurarsi la vittoria ma raramente ha assunto la connotazione spirituale e profonda che ha invece preso in Oriente.

Nell’ultimo secolo le arti marziali vengono studiate per molti e differenti motivi: per acquisire un’abilità sportiva e agonistica, per ottenere una capacità pratica nel combattimento e nell’autodifesa, per conseguire una migliore conoscenza del proprio corpo e una responsabilizzazione nell’uso della forza ma anche per sviluppare una maggiore profondità spirituale legata all’autocontrollo e alla conoscenza di sé.

Dall’efficacia a volte feroce del Krav Maga all’eleganza del Kung Fu, dalla spettacolarità della Capoeria brasiliana alla più sobria tecnica del karate, dal tradizionale
Kendo al più moderno Judo, attualmente l’arte marziale si dirama in mille forme che rispondono, tutte in maniera differente, a quelle che sono le esigenze dell’uomo moderno.

Tra le arti marziali moderne il Durjaya Vidya, è sicuramente quella che maggiormente incarna gli ideali e le finalità degli antichi insegnamenti, finalizzati allo sviluppo della forza non solo fisica ma anche energetica e spirituale.

I BENEFICI DELL'ARTE MARZIALE



I benefici nel praticare un’arte marziale sono molteplici e tutti estremamente vantaggiosi sia per la salute del corpo che per la salute della mente.

Quali sono, nello specifico, questi benefici?



Beneficio fisico

In questo mondo in cui lo stile di vita sta divenendo sempre più sedentario, una buona attività fisica non può che giovare, sia per scaricare le tensioni fisiche sia per migliorare la propria salute in generale.
L’arte marziale rafforza la struttura del corpo in modo armonioso; in particolare le discipline che utilizzano nel combattimento sia la parte superiore (pugni,
gomitate ecc..) che quella inferiore ( calci, ginocchiate ecc..) del corpo rispettano questo principio di armonizzazione che conduce allo sviluppo di un corpo forte e sano. 

Né è un esempio il Durjaya Vidya, disciplina di origine indiana, che nel combattimento copro a corpo prevede l’uso degli arti superiori tanto quanto quelli inferiori.

L’allenamento fisico promosso dalle differenti arti marziali ha un fine comune: sviluppare un corpo forte, dinamico, attivo e soprattutto efficace in combattimento.

I benefici dell’arte marziale sul pian fisico sono molteplici, vediamone alcuni:

- Aumento della flessibilità e della tonicità muscolare e articolare.

- Agilità, fluidità dei movimenti e aumento dei riflessi.

- Progressivo aumento del livello di ossigeno nel corpo e maggiore resistenza del respiro.

- Considerevole miglioramento della qualità della circolazione cardio-vascolare.




Beneficio psicologico


Chi pratica un’arte marziale ha maggiori probabilità di affrontare le sfide che la vita costantemente propone con maggiore coraggio e resistenza. 

Ciò che si allena col corpo e con la mente durante la pratica marziale entra profondamente nel praticante, si ramifica e germoglia in un nuovo modo di vedere e percepire le situazioni.

La determinazione, la volontà, la calma, la capacità di aspettare il momento giusto, di non mollare di fronte alle avversità sono tutte qualità che il vero guerriero possiede e che l’arte marziale trasmette a chi la pratica con lo spirito giusto.

L’arte marziale è dunque particolarmente educativa.

È un’insegnante severa ma giusta, a volte persino un po’ rude, altre volte, straordinariamente elegante ma sempre di sani principi. Essa insegna, ai nostri figli, valori profondi che spesso, in questo mondo dagli ideali confusi e a volte contraddittori, mancano.

Qualità come il coraggio, l’intraprendenza e la volontà sono fondamentali non solo per forgiare un carattere forte e risoluto ma anche per superare la timidezza, la mancanza di fiducia in sé stessi e l’insicurezza che spesso i giovani manifestano.

Rimanendo sempre sul piano emotivo e psicologico possiamo vedere come la disciplina marziale sia ideale anche per gli adulti che necessitano spesso di un modo di esprimersi e di vivere la propria personalità che sia diverso rispetto al propri ruoli nel lavoro, nella famiglia, nelle relazioni, ecc..  

Quando si pratica un’arte marziale non importa se si è ricchi, poveri, sposati, celibi, alti o bassi, quello che importa è ciò che l’arte marziale fa emergere dalle nostre profondità, dandogli una nuova voce che spesso in contesti normali non ha modo di farsi sentire.

Nel mondo delle arti marziali le persone possono, infatti, mettere alla prova sé stesse, scoprire nuovi e affascinanti aspetti del proprio modo di essere e di affrontare le differenti situazioni della vita. Con la pratica costante si arriva a comprendere che il relazionarsi con il proprio avversario altro non è che lo specchio del proprio modo di relazionarsi alla vita, arrivando così a scoprire le proprie debolezze e i propri punti di forza, le proprie strategie vincenti e quelle fallimentari.

Molto spesso uomini e donne si lanciano nell’arte marziale per trovare un modo di esprimersi, di incanalare le proprie energie, di manifestare una parte di sé che normalmente non mostrano a nessuno, di tirare fuori in maniera costruttiva quell’aggressività atavica che ognuno di noi ha dentro.




Beneficio spirituale

Se poi si desidera scendere a un livello più profondo, esistono anche molte arti marziali che non si limitano al combattimento puro e semplice ma presentano insegnamenti
profondi che toccano la dimensione spirituale dell’essere.

Le discipline marziali, fin da quando nacquero nell’antica India, furono pensate non solo dal punto di vista bellico ma anche come un mezzo di crescita personale e interiore, di rafforzamento del corpo e dello spirito.

L’arte marziale ha infatti un’enorme influenza nel cambiamento del praticante in quanto lo trasforma non solo dal punto di vista fisico e psicologico ma anche interiore, mettendolo in maggiore contatto con quell’aspetto nascosto dell’uomo che secondo le antiche scritture è connesso con l’energia guerriera della Divinità. In questo senso possiamo vedere che tutti coloro che sono considerati dei grandi guerrieri nella storia o nelle leggende sono in un modo o nell’altro connessi a Dio, vuoi da un legame di discendenza (Ercole, Achille, i fratelli Pandu, ecc. erano tutti semidei) vuoi da un concetto di servizio (cavalieri o re che agivano in nome di Dio) ed è proprio questo legame con Dio a potenziarli e a renderli eccezionali sotto ogni punto di vista.

L’arte marziale può dunque trasformare una persona comune in un artista marziale in grado di connettersi con gli aspetti più profondi di sé, spesso e volentieri con l’ausilio di pratiche maggiormente meditative che fanno parte dell’arte marziale tradizionale. Queste vanno a lavorare su fattori profondi legati allo stress, alla ricerca del controllo, alla capacità di concentrazione ma anche sulla nostra capacità di provare compassione, di rispettare il nostro
avversario, di distinguere chiaramente il bene dal male. Possiamo dunque vedere che in molti stili di combattimento emerge il concetto di controllo
dell’energia vitale (che prende il nome di prānṇāyaāma nelDurjaya Vidya, ki nel Kung fu e hara nella tradizione giapponese) che permette al combattente di avere il controllo del proprio corpo, delle proprie energie e anche del proprio
avversario.

Il controllo dell’energia vitale è possibile solo nel caso in cui si sia raggiunta una certa capacità e profondità spirituale e porta come naturale conseguenza la capacità
di vivere a pieno il nostro presente, con tutte le sfumature e gli insegnamenti a esso annessi. Tutti noi siamo spesso e volentieri proiettati nel passato (dove ci sono tutti i rimpianti) e nel futuro (dove nascono le aspettative). Ma che ne è del presente? Che ne è del bellissimo concetto di vivere l’attimo, essere presenti a sé stessi, controllare la propria energia ed esprimerla al momento giusto?

Nell’arte marziale questo è una cosa naturale. Vivere nel presente, sentire la tecnica, il respiro, la tensione e imparare a incanalare e gestire tutto questo, senza ostilità o rabbia ma con profonda calma e compassione è sicuramente uno degli aspetti più spirituali dell’arte marziale.